Chiaroscuri nella Maternità

Chiaroscuri nella Maternità Gisella Congia - PERCORSI TEATRALI 2012

L’ambi-valenza del divenire madre

Progetto e fotografie di Gisella Congia – Produzione video di Emanuela Cau

Questo progetto prende avvio nel maggio 2010 con l’idea di un prodotto espositivo mirato a promuovere una riflessione sull’esperienza del divenire madre ed ai disagi che, per vari motivi, possono accompagnare il vissuto della donna.

Il lavoro ipotizzato si basava sulla traduzione visiva degli elementi di disagio che i racconti delle madri, raccolti attraverso interviste aperte, avrebbero potuto mettere in luce sia rispetto al periodo della gravidanza che al vissuto del post nascita.

Il contatto con queste donne ha evidenziato, in numero ed intensità superiore alle nostre aspettative, un profondo bisogno di condividere quei vissuti, tanto diffusi quanto spesso taciuti, legati alla disillusione dello stereotipo della madre perfetta, alla comparsa dei dubbi su cosa una madre è lecito o meno che provi verso il neo-nato, alla messa in discussione della propria immagine come “madre buona” nonché alla frustrazione, stanchezza, solitudine a cui spesso fanno seguito queste prese di coscienza.

Ci siamo ritrovate di fronte a mamme che ci hanno ringraziato per aver offerto loro (durante le interviste condotte per raccogliere materiale utile al progetto), uno spazio in cui finalmente poter ammettere di non rispondere al modello di madre troppo spesso rimandatogli dalla società in cui vivono.

Ci hanno ringraziato per averle ascoltate senza giudizio.

Ci hanno chiesto perché non possono parlare liberamente dei loro vissuti di inadeguatezza, delle loro paure di far male ai figli, del loro sentirsi soccombere di fronte alla responsabilità del divenire madre.

Ci hanno chiesto “perché devo sempre fingere che tutto vada bene?”

Ci siamo così imbattute in profondi interrogativi non più solo personali, come inizialmente forse credevamo, ma sociali e culturali.

Nel novembre 2010, seguendo quest’onda ed approfittando di uno spazio di collaborazione da parte dell’lntercral Sardegna (nell’ambito delle iniziative sociali da loro promosse), abbiamo allestito presso la Cittadella dei Musei a Cagliari un percorso concettuale su 15 pannelli nel quale si è cercato di far luce sui modelli materni ai quali, tendenzialmente, la nostra cultura attuale fa riferimento osservandoli quale possibile origine del conflitto più comune, eppure più taciuto, che una donna incontra nel divenire madre.

Questa occasione ha permesso inoltre un importante ampliamento della rete di competenze e di collaborazioni che hanno abbracciato il progetto originario e hanno preso parte all’ideazione ed organizzazione di nuove iniziative.

Tutto il materiale raccolto, e l’esperienza fin’ora acquisita, è divenuto bagaglio preziosissimo per la maturazione e l’evolversi del progetto espositivo iniziale che ha preso forma guidato dall’essenza e dall’anima con cui moltissime madri si sono avvicinate a noi ed all’intero lavoro.

Questa produzione si pone come prima fase di un corpus più ampio che, nel tempo, si plasmi ancora sulle esperienze vissute e offerte dalle mamme, quelle vere…

Contemporaneamente si sta lavorando affinché il progetto visivo sia affiancato da momenti rivolti alle donne, dedicati al confronto e alla condivisione ma anche alla creatività e al gioco.

Nell’auspicio di diffondere verità di questa grande esperienza che, se depurate del loro alone di tabù, non crediamo ne intacchino la meraviglia e di rispondere, seppur in minima parte, ad alcuni bisogni di cui ci sentiamo oramai ampiamente partecipi.

Gisella Congia

Scheda artista.

Gisella Congia

Dal 1994 inizia la passione della fotografia come autodidatta, approfondendo in seguito, attraverso corsi base in territorio sardo, lo studio delle tecniche fotografiche e dei canoni estetici.

Dal 1998 al 2010 sviluppa la ricerca fotografica nell’ambito delle rappresentazioni teatrali e delle manifestazioni musicali, collaborando anche alla realizzazione di manifesti e brochure.

Nel 2003 prende la laurea in psicologia.

Dal 2008 propone e conduce i laboratori fotografici “Vedendo in simboli” sulla ricerca del simbolo e la consapevolezza dell’atto fotografico, sia in ambito puramente didattico sia in percorsi rivolti allo sviluppo e comunicazione della persona.

Diventa presidente dell’associazione culturale L’Eptacordio e, all’interno delle sue attività, da vita al filone di ricerca fotografica “L’Arte incontra il Sociale” ovvero lo sviluppo di progetti per diffondere, approfondire, sensibilizzare su fenomeni sociali attraverso l’uso della fotografia. Lo stile proposto è spesso legato all’uso di immagini astratte, oniriche, surreali create attraverso un approccio artigianale di sovrapposizione manuale di diapositive.

Nel 2009 produce il progetto “Chiuso in Bottiglia –Segni e simboli nella prevaricazione” sul tema del mobbing e dell’emarginazione.

Nel 2011 l’opera “Pensieri Disumani” è finalista nel concorso Manicomi Aperti, indetto dall’associazione Art Meeting.

Attualmente lavora al nuovo progetto fotografico “Chiaroscuri nella maternità”, sulla tematica dei disagi che una donna può incontrare durante l’esperienza della maternità.