Cinematografia “Cinema PULP”

Foto Giovanna Manca

LABORATORIO DI CINEMATOGRAFIA

Seminario teorico-pratico sul CINEMA PULP

Dal 8/08/2012 al 11/08/2012

diretto da: RICCARDO BARRACU

massimo 20 partecipanti

Orario: 09.30 – 13.00  e dalle 15,30 – 19,00

Costo iscrizione: 170 € comprensivo di tessera associativa e quota assicurativa


Scheda di iscrizione:  IL CINEMA PULP – RICCARDO BARRACU Scheda d’iscrizione compilabile

allegare per i minori il modulo di autorizzazione accompagnato da fotocopia del genitore richiedente:Modulo autorizzazione per minori

Se non riuscite a scaricare la scheda di iscrizione richiederla a laboratori@teatrodelsegno.com

Per i residenti di SantuLussurgiu il laboratorio è gratuito, è a carico dell’allievo solo il costo della propria quota assicurativa di 20 Euro.


Note sul laboratorio.

IL CINEMA PULP

I° Modulo

Il Pulp è il termine utilizzato negli anni Trenta per identificare la vasta fioritura di riviste americane dedicate a racconti gialli, polizieschi o fantascientifici (pulp magazine). Il termine pulp è tornato prepotentemente di moda anche in Europa nel 1994 dopo il grande successo di Pulp Fiction, film di Quentin Tarantino, per denominare un genere letterario e cinematografico caratterizzato da immagini particolarmente crude e sanguinarie. Erroneamente così, oggi si tende a indicare con il termine pulp tutte quelle pellicole che propongono contenuti forti e che abbondano di crimini violenti ed efferatezze, anche se in realtà nel mondo del cinema ciò che viene considerato pulp dovrebbe essere chiamato exploitation, essendo il pulp un genere più propriamente letterario.

La seconda metà degli anni Novanta del secolo scorso, ha visto l’affermarsi del pulp in Italia. Ai giovani scrittori di storie sanguinarie è stata infatti dedicata la parte più rilevante e accesa delle discussioni tra addetti ai lavori che ha dominato sulle pagine di quotidiani e riviste, finendo per mettere in luce un fenomeno almeno quantitativamente significativo. Dopo almeno un decennio di dissennata ricerca di autori giovani, finalmente – se così si può dire – gli editori sono riusciti a dare corpo (e pagina) a un movimento abbastanza univoco e quindi capace anche di conquistare il palcoscenico dei distratti media. Si è parlato però molto più del fenomeno in sé che della valenza letteraria degli autori che gli hanno dato vita, sottolineando piuttosto i connotati sociologici – e antropologici – di questi scrittori. Si è molto spesso ricordato che il pulp è il frutto più evidente della caduta del Muro di Berlino, perseguito da giovani che non hanno mai conosciuto le ideologie e quindi senza solidi principi politici, allo sbaraglio nella società dei puri consumi.  Il cinema ne costruisce un’anima parallela attingendo alla struttura letteraria, dilatando la sua definizione e facendola propria attraverso caratteristiche tipiche dell’immagine. Si contraddistinguono nuovi caratteri e sfumature che codificano sensazioni e linguaggi.

Nella nuova e più allargata accezione, pulp finisce per identificare, all’interno del cinema americano soprattutto indipendente, un tipo di film violento e sanguinario, che attenua l’evidente amoralità con humour nero e divagazioni surreali. Al genere appartengono, prima di tutto, i film diretti quali Le iene, Pulp Fiction, Jackie Brown, codiretti come Four rooms o sceneggiati Una vita al massimo, Natural Born Killers da Tarantino. Alla lista vanno poi aggiunti, con qualche distinguo, gli esplicitamente “tarantiniani” Kalifornia (1993) di Dominic Sena e Doom generation (1995) di G. Araki; i film di maestri o allievi di Tarantino come J. Woo inThe Killer e Robert Rodriguez Dal tramonto all’alba, e perfino noir come Seven (1995) di D. Fincher o classici rivisitati come Riccardo III (1996) di Richard Loncraine. Sul versante fantascientifico possono essere considerati pulp, sia Independence Day (1996), forse non volontariamente, sia Mars Attacks! (1997), certo volontariamente conoscendo la passione per la narrativa minore di T. Burton.

Non solo questi autori-registi tra i piu conosciuti nel panorama già definito PULP si contendono l’egemonia e la diffusione del genere ma pionieri come D.Cronemberg e D.Lynch si delineano come antesignani un nuovo modo di comunicare e descrivere attraverso il mezzo cinematografico.

Vista la difficoltà del progetto creativo il laboratorio sarà suddviso in due moduli indipendeti tra loro e propedeutici.

Il primo modulo del laboratorio vuole esplorare I registi e le loro opere che più significativamente hanno sviluppato il “Linguaggio Pulp” attraverso le immagini e la loro tecnica creativa. Necessariamente altresì si esplorerà la sua genesi letteraria, fondamentale per la comprensione della scrittura e articolata e complessa. Il linguaggio diventa un nuovo genere, il Pulp  si ama o si odia, e per natura porta agli estremi.

Tutti gli elementi che lo costituiscono e definiscono, personaggi, ambientazioni sono più carichi, più vivivdi e al tempo stesso portano a una narrativa in cui non c’è grande spazio per considerazioni complesse. Si viene coinvolti in sequenze tese e veloci e il “sense of wonder”,  la meraviglia che deve necessariamente prevalere sul realismo.

Durante l’attivita laboratoriale oltre l’esplorazione teorica si  strutturerà con gli allievi un soggetto attinente il progetto e di seguito la sceneggiatura, i movimenti di macchina, la struttura dei personaggi che è notevole per profondità e coerenza, i luoghi, costumi, accessori, insomma tutte parti essenziali e necessarie per la realizzazione pratica di un cortometraggio che verrà operato nel secondo modulo previsto.

Il corso è intensivo previsto per la durata di quattro giornate rivolto a studenti, appassionati, studiosi e curiosi del genere.