Il cinema Noir

Seminario teorico/pratico su lL CINEMA NOIR

diretto da: Riccardo Barracu

16/21 agosto 2011

Orario: mattina 09.30 – 13.00, pomeriggio 15,30 – 19,00

Costo iscrizione: 170 € (comprensivo di alloggio e tessera associativa) + 20 € (quota assicurativa)

Numero allievi: 20 massimo

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Note sul laboratorio

I film noir offrono una particolarità rara, forse unica nella storia del cinema, quella di costituire un insieme cronologicamente ben delimitato i cui elementi sembrano facilmente identificabili; quando si cerca un esempio di ‘tipo filmico forte’, ci si rivolge, quasi spontaneamente, al film noir.

Sembra che gli esperti siano d’accordo nel considerarlo una variante di due serie costituitesi in precedenza, il film poliziesco e il film di gangsters.

L’aggettivo ‘nero’ serve spesso per qualificare l’atmosfera che domina nella serie: storie oscure, personaggi dalle ambizioni poco raccomandabili, un epilogo sinistro in un’alba livida.

La crudeltà fattore spesso dominante è legata a un’azione insolita, che non ha motivazioni o giustificazioni riconducibili ai classici schemi del conflitto fra due individui. L’azione insolita è caratterizzata da qualcosa di strano, di perturbante, di enigmatico, che lascia la sua impronta nel film anche dopo lo ‘scioglimento’ dell’intreccio. E’ il tipico tratto della crudeltà senza scopo, che guida un’azione aberrante o un duello psicologico fra due individui, dove la posta in gioco non è soltanto il dominio ma la morte. L’insolito definisce una situazione di violenza assoluta senza altra motivazione che l’esercizio, spesso sofisticato, di questa violenza. L’insolito è, per molti aspetti, una violenza della quale non si forniscono le ragioni. E’ evidente che tale violenza sia associata il più delle volte a un’azione criminale efferata, ma altre volte è la manifestazione di una incrinatura nell’individuo che nessuna azione riesce a sanare.

Caratteristica dominante di questi film è data dalla presenza del crimine sullo schermo: è il “dinamismo della morte violenta”. Il ricatto, la delazione, la rapina, la truffa, il traffico di droga generano un intreccio dove la posta in gioco è la morte.

La morte è sempre sordida o insolita, aspetta il protagonista alla fine di un viaggio tortuoso.

Il film noir è, in ogni accezione del termine, un film di morte. La morte è l’obbiettivo finale di ogni azione e diffonde sul film la sua ombra cupa.

I protagonisti del noir sono spesso il detective privato e il poliziotto corrotto.

I rapporti fra i criminali sono dettati dal denaro, dal ricatto, dal tradimento dal “vizio” (perversioni diverse). L’eroe “primitivo” non esiste più; è sostituito da piccoli assassini “angelici”, da gangster nevrotici, da capi-banda megalomani e piccoli personaggi tarati.

Si mette in evidenza la figura dell’assassino solitario e “scientifico”, l’escluso dalla società, intossicato, alcoolizzato, che ha bisogno della violenza e del crimine per auto-punirsi.

Anche le vittime presentano gli stessi tratti di ambiguità; esse sono spesso “alleate” del carnefice, alimentate da una analoga pulsione alla auto-punizione. Il male non è più una prerogativa dell’eroe negativo; ogni creatura avverte la presenza del male, soprattutto dentro di sé, come una forza oscura che è un dato dell’esistenza, e che talvolta si può combattere, altre volte no.

Il laboratorio si sviluppa nella parte teorica e pratica con la visione di pellicole del genere noir per registrarne peculiarità e caretteristiche del genere.

Programma:

Modulo tecnico- teorico

Il cinema ha alla sua base le immagini in movimento. L’utilizzazione e la costruzione di questo materiale – cioè il linguaggio dell’autore- determina la forma. Quindi la forma si crea con il linguaggio: da un suo diverso uso scaturiscono forme diverse, vale a dire discorsi filmici diversi.

Nel costruire un’opera cinematografica le scelte linguistiche del’autore si esprimono in punti diversi:

- narrativizzando lo spazio e il tempo (rendendoli racconto),

- attualizzando fatti e personaggi (rendendoli presenti  verosimili),

- caratterizzando i personaggi (prendendone l’aspetto e le azioni),

- esprimono il punto di vista di un’stanza narrante,

- instaurano una comunicazione con lo spettatore,

Lo spazio e il tempo, il personaggio e il narratore sono le categorie principali della      narrazione filmica. Le figure (inquadrature , luci, movimenti di macchina, montaggio, sonoro) Vanno, di conseguenza codificate e analizzate:

- nei loro elementi costitutivi: una inquadrature per esempio, può risolversi in un primo piano frontale come in un campo totale ripreso dall’altro,

- nelle funzioni narrative; il montaggio alternato di due avvenimenti può suggerirne la contemporaneità,

- nelle valenze espressive e semantiche: una carrellata in avanti verso un personaggio potrebbe sottolinearne la centralità.

Verrà elaborato dagli allievi un prodotto visivo “short movie” che evidenzierà i tratti del genere noir nella sua tematica e particolarità letteraria e filmica.

Gli allievi per accedere al corso dovranno presentare, neccessariamente, un breve soggetto di fantasia, inerente al tema soprascritto.

Uno di questi verrà elaborato e trattato nella sceeggiatura e succesivamente prodotto.

Gli allievi dovranno attenersi ai regolari orari di frequenza e all’attenzione.

Il corso è intensivo, verrà suddiviso in sei giorni laboratoriali con I seguenti orari: mattino h. 9.30-13.00, pomeriggio 15.30-19.00.

Il corso è aperto ad autori, operatori nel campo della cinematografia e attori, saranno tenuti a munirsi di materiale adatto al corso.